Lo specchio

Ogni volta che mi soffermo a pensare alla natura umana, resto turbata. Io, che istintivamente ascolto e vedo ogni particolare, non conosco davvero il mio volto, né posso ascoltare la mia voce. Non lo trovate significativo?

Continue reading

Vita da ibisco

Sarà la fine dell’estate, saranno le ultime botte di caldo, sarà il poco concime, ma il mio ibisco mi rispecchia molto in questo periodo: ha le foglie sempre più basse.

Continue reading

Ciao, nonno

La morte non è niente.

Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.

Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano,  sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.

Henry Scott Holland (1847-1917) canonico della cattedrale di St. Paul (Londra), libera traduzione di Sant’Agostino.

Continue reading

Domenica mattina

Stamattina sono stata svegliata da un vento fresco, e da un rumore battente. Era la pioggia. Un bel temporale estivo, ma senza lampi e tuoni.

Sono rimasta un po’ in dormiveglia, poi mi sono tirata addosso il lenzuolo ripiegato ai piedi del letto, mi sono girata dall’altro lato e ho lasciato che il battere incostante delle gocce sulle tegole mi riaccompagnasse nel sogno.

E’ bella la vita, in una domenica mattina di pioggia.

Continue reading

Voyelles

A noir, E blanc, I rouge, U vert, O bleu : voyelles,
Je dirai quelque jour vos naissances latentes :
A, noir corset velu des mouches éclatantes
Qui bombinent autour des puanteurs cruelles,

Golfes d’ombre ; E, candeur des vapeurs et des tentes,
Lances des glaciers fiers, rois blancs, frissons d’ombelles ;
I, pourpres, sang craché, rire des lèvres belles
Dans la colère ou les ivresses pénitentes ;

U, cycles, vibrements divins des mers virides,
Paix des pâtis semés d’animaux, paix des rides
Que l’alchimie imprime aux grands fronts studieux ;

O, suprême Clairon plein des strideurs étranges,
Silence traversés des Mondes et des Anges :
- O l’Oméga, rayon violet de Ses Yeux ! -

Arthur Rimbaud

A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu: vocali,
Dirò un giorno le vostre origini latenti:
A nero busto irsuto delle mosche lucenti
Che ronzano vicino a fetori crudeli,

Golfi bui; E, candori di vapori e di tende,
Lance di ghiacciai, bianchi re, brividi d’umbelle;
I, sangue e sputi, porpore, riso di labbra belle
Nella collera o nelle ebbrezze penitenti;

U, fremiti divini di verdi mari, cicli,
Pace di bestie al pascolo, pace di quelle rughe
Che imprime alchìmia all’ampia fronte dello studioso;

O, la superna Tromba piena di strani stridi,
Silenzi visitati dagli Angeli e dai Mondi:
- O, l’Omega, violetto raggio di quei Suoi Occhi!

ps: “Ho visto tanti dare i numeri, ma mai nessuno dare le vocali”.   Grazie, Mauro, per questa perla di saggezza.

Continue reading

Uomini e robot

Stasera ho iniziato l’avventura di Battlestar Galactica che qualcuno, sulla mia rivista preferita, ha definito “forse la miglior serie televisiva sci-fi di sempre”.  Non amo le mode, ma sono una divoratrice di telefilm e ho un debole per la fantascienza – anche se non parlo il klingon – per cui non potevo esimermi da un assaggio. Devo ammettere che le prime due ore non sono state male, per cui il mio viaggio continuerà.

Per chi di voi non conoscesse Battlestar Galactica, dirò solo che lo spunto non è nuovo: l’umanità per sopravvivere deve combattere le proprie creature. I robot. Ed ecco che tornano fuori dalla memoria Terminator, Matrix (solo il primo, per carità), Blade Runner, e A.I., e mille altre vicende di uomini e macchine che si incontrano e si scontrano. Ma, più di tutti, ho ricordato un uomo di immenso talento le cui grandi storie mi accompagnano da anni. In suo onore, eccovi le sue tre leggi fondamentali della robotica:

  1. Un robot non può nuocere all’uomo né permettere che, per il suo mancato intervento, un uomo riceva danno.
  2. Un robot deve sempre obbedire agli ordini ricevuti, a meno che questi non contrastino con la Prima Legge.
  3. Un robot è tenuto ad autoconservarsi e a difendersi, a meno che questo non contrasti con la Prima e con la Seconda Legge.

I miei buoni propositi di questa sera? Rileggere tutte le opere di Asimov un’altra volta, testare “con mano” Battlestar Galactica, e non smettere di sognare – mai!

ps: A proposito di Battlestar Galactica, notizie dal digitale terrestre RAI.

Continue reading

,

Il periodo dei matrimoni

Ieri ho passato la mattinata a fare alcune riflessioni. Ci sono periodi che sembrano attrarre in modo malsano le coppie che vogliono sposarsi. Insomma, più ci pensavo e più mi chiedevo: ma chi ve lo fa fare di sposarvi a fine luglio? Certo è bello organizzare il ricevimento all’aperto, ma questo vale il rischio di un colpo di calore per la metà degli invitati? E se poi piove?

Poi però succede sempre la stessa cosa: ci si emoziona allo scambio degli anelli, si chiacchiera con vecchi amici di vecchi aneddoti, si mangia tanto, si ride, e magari ci si ritrova all’una di notte a ballare scalzi sul prato urlando a squarciagola “… all that she wants is another baby, yeh-eh-eh….”. E all’improvviso la vita è bella.

PS: Auguri, Betta e Albi! E’ stato un matrimonio fantastico. Un abbraccio!

Continue reading

Noche del amor insomne

Noche arriba los dos con luna llena,
yo me puse a llorar y tú reías.
Tu desdén era un dios, las quejas mías
momentos y palomas en cadena.

Noche abajo los dos. Cristal de pena,
llorabas tú por hondas lejanías.
Mi dolor era un grupo de agonías
sobre tu débil corazón de arena.

La aurora nos unió sobre la cama,
las bocas puestas sobre el chorro helado
de una sangre sin fin que se derrama.

Y el sol entró por el balcón cerrado
y el coral de la vida abrió su rama
sobre mi corazón amortajado.

Continue reading

,

Un blog, un’avventura

Premessa: non sono brava a tenere un diario.

Non è che non abbia nulla da dire… il problema è che sono pigra. Terribilmente pigra. E, ultimamente, terribilmente impegnata. Però ci voglio provare.

Un saluto a chiunque vorrà leggermi.

Lucia

Continue reading